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Cosa sia un “celliere” non è dato a tutti saperlo.
Il Celliere era quel luogo dove, fin dal XIII secolo il viandante poteva ristorarsi con cose semplici, per legge, nei cellieri era consentito somministrare solamente vino, frutta e talvolta pane, a prezzi da “pellegrini”.
Per queste caratteristiche si differenziava dagli altri luoghi di ristoro quali ostelli, ospedali, soste, osterie, taverne e quant’altro consentivano le legislazioni di allora.
Un luogo “povero” nel quale si fermavano a ristorarsi ricchi signori di passaggio, pellegrini, guardie e ladroni, un luogo dove culture diverse trovavano quel faro che li rimettesse in cammino dopo un po’ di riposo.
Questi luoghi si sono trasformati, col passare del tempo, in “frasche o fraschette” a seconda se si trovavano nel nord o nel centro Italia, in “vinai” se erano luoghi che mescevano il vino “della casa”, anche a chi si fosse portato del cibo nella bisaccia, luoghi nei quali poter fare le “merende” consumando quella che oggi viene definita piccola gastronomia, il panino e un gotto di vino bono.
Agli inizi del ‘900 fino agli anni ’70, passeggiando per Siena, si poteva trovare in ogni strada un vinaio, alcuni passata alla storia come Trombicche, Cafiero, Geremia, altri meno famosi come Il Cancellino, ma tutti avevano la stessa caratteristica, il vino doveva essere buono, i prodotti rigorosamente locali e di sicura freschezza, chi ha il coraggio di dimenticare le acciughe sotto pesto di Maria Pia dopo averle assaggiate?
Permalico, il vinaio di Costa Larga, segue la tradizione di quei personaggi che, scorbutici fino all’inverosimile, davano agli avventori un luogo di ristoro dove potersi sentire sempre a proprio agio e dove non bere mai da soli, seguendo il vecchio detto

“chi beve da solo si strozza”.

Da Permalico si possono trovare “vecchi Senesi” che parlano di vita vissuta tra il vero e la leggenda, vecchi nostalgici che tramandano ai giovani leoni il piacere di stare insieme sorseggiando un gotto di rosso del chianti o mangiando una fetta di buristo…… e chi non sa cosa siano i gotti o il buristo vada senza timore e troverà un’accoglienza che non è “in stile” ma tutta originale, sedendosi su panche, appoggiandosi su tavoli di vernice bianca con il carrarino sopra, o a fratine in castagno, sentendo decantare le lodi del pecorino fatto dalle pecore che brucano l’erba del colle che vide la battaglia di Montaperti, vinta dai Senesi contro i fiorentini il 4 Settembre 1260, e quindi più buono.